Luciano Ventrone e Tatsiana Naumcic

Luciano Ventrone e Tatsiana Naumcic

Luciano Ventrone (Roma, 17 novembre 1942-Collelongo, 16 aprile 2021) è stato definito da Federico Zeri – che lo scoprì – “il Caravaggio del XX secolo”.
Frequenta il liceo artistico di Roma e dopo il diploma, conseguito nel 1964, si iscrive alla facoltà di architettura che frequenterà sino al 1968, anno in cui decide di abbandonare gli studi per dedicarsi interamente alla pittura. Nel 1983 un articolo scritto da Antonello Trombadori su “L’Europeo” induce lo storico dell’arte Federico Zeri a interessarsi dell’artista suggerendogli di affrontare il tema delle nature morte. È qui che inizia la sua lunga, e ancora non completa, ricerca sui vari aspetti della natura, catturando particolari sempre più dettagliati e quasi invisibili a “occhi bombardati da milioni di immagini”, quali sono quelli degli uomini della nostra epoca. È questa ricerca di Ventrone che ha destato, nei decenni, l’attenzione di molti critici d’arte– oltre che di Federico Zeri – di Angelo Crespi, Sergio Zavoli, Duccio Trombadori, Marco Di Capua, Vittorio Sgarbi, Achille Bonito Oliva, Roberto Tassi, Giorgio Soavi, Edward Lucie-Smith, Beatrice Buscaroli, Eugenia Petrova e Victoria Noel-Johnson, per citarne alcuni. Ha esposto nei più importanti musei e gallerie internazionali, da Roma a Londra, da Montréal a Singapore, da New York a Mosca, da Tokyo a San Pietroburgo. Nel 2020 è avvenuta l’acquisizione di due suoi dipinti da parte del Quirinale nell’ambito del progetto Quirinale contemporaneo, curato da Renata Cristina Mazzantini per inserire arte e design nelle sedi presidenziali. Si è appena conclusa la sua ultima personale “Luciano Ventrone. La grande illusione” al Mart -Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
Le nature morte di Ventrone sono composte su uno sfondo nero, bianco oppure di un grigio volgente al celeste, poggiando su una superficie bianca (talvolta sostituita da una scenografia di rocce oppure da qualche capitello e da altri reperti di archeologia romana), attraversate da una luce forte (quella del set fotografico allestito dalla moglie Miranda Gibilisco), che proviene diagonalmente dall’alto oppure dallo sfondo della composizione e che, nel contempo, sembra promanare anche dall’interno della composizione stessa, quasi le fossero stati innestati tanti spot luminosi. L’effetto finale restituisce un’immagine più reale della realtà che, con lucidità quasi esasperata, la proietta in un universo parallelo dove il tempo sembra sospeso. Gli oggetti rappresentati sono sezionati, pertanto, come su un tavolo anatomico da quell’illuminazione artificiale, immanente, profondamente laica, che solo la tecnologia del XXI secolo ha reso disponibile.

Tаtsiana Naumcic nata il 21 novembre 1980 nel villaggio di Svetlyi Bor nei pressi di Minsk (Bielorussia) . Sin da giovane mostra l’amore e la capacità per il disegno e sognava di diventare un’artista bielorussa , infatti dedicherà la sua gioventù  nel sviluppare il suo potenziale nel campo dell’arte . Nel 2003 completati gli studi presso la Minsk University of Belorus Academy . Inizia a lavorare come insegnante d’arte presso una scuola speciale per bambini dotati nel campo dell’arte. A questa esperienza aggiunge nel 2005 quella di redattore fotografico e grafico presso un’azienda di Minsk . Nel 2009 si trasferisce a Mosca ed affronta il Tema dell’architettura per interni . Nel 2013 parte per l’Italia si ferma a Roma da sempre il suo sogno . Nel 2015 incontra il maestro di pittura Luciano Ventrone che la introduce nel campo della pittura realistica . Nel 2017 è in grado di eseguire suoi lavori ed inizia la sua carriera di pittrice partecipando alle prime collettive . Nel 2018 la prima personale a Palermo presso la spazio Maggione in occasione di « Palermo capitale dell’arte ».

Esposizione 19/11/2021 – 15/06/2022